Perché è importante allenare la visione? Perché la performance visiva è importante quanto quella sportiva.
Molti specialisti della visione, psicologi dello sport, allenatori e gli stessi atleti, sono convinti che la relazione che si viene a creare tra performance visiva e performance sportiva sia molto importante, ritenendo che un miglioramento della prima potrà portare un forte beneficio alla seconda. Per riuscire a comprendere meglio il significato di visione, dobbiamo vederla come un processo percettivo abbastanza complesso, costituito da un insieme di varie abilità visive divisibili in: funzioni visive di base, funzioni visuo-motorie e processi percettivi. Quando un tiratore si trova in pedana, e il piattello inizia la sua fase di volo, dopo il richiamo appena effettuato, dovrà integrare diverse informazioni visive. Non è sufficiente stabilire la posizione del piattello rispetto allo sfondo, al momento dello sgancio da parte della macchina lanciapiattelli. Piuttosto, il tiratore si troverà a dover stabilire la posizione del piattello in maniera dinamica e continua, individuandone la velocità e la traiettoria: “è la differenza che passa tra il fare una fotografia di un oggetto in movimento, in un preciso istante, ed effettuare invece una ripresa continua” (Zeri 2008).
Per riuscire in modo ottimale a leggere la velocità e la traiettoria del piattello in fase dinamica, servono diverse abilità visive e tra le principali possiamo trovare:
- acuità visiva statica;
- acuità visiva dinamica;
- buona sensibilità al contrasto;
- buona percezione della distanza;
- adeguata mobilità oculare;
- buona percezione periferica.
Partendo da questa premessa, possiamo dire che l’informazione visiva è determinante per l’azione motoria e vedere nello sport significa integrare insieme molte abilità visive in un significativo input visivo attraverso cui programmare la giusta risposta motoria (Zeri 2008).
Solo attraverso una buona sincronia tra l’informazione visiva e le altre afferenze sensoriali (cinestetiche, uditi- ve e sensoriali) il tiratore avrà la possibilità di decidere in modo ottimale quale azione compiere, così da poter programmare e controllare l’esecuzione del movimento da svolgere. Siccome la prestazione sportiva viene influenzata dalla visione, negli anni sono stati condotti numerosi studi per cercare di capire quali potrebbero essere le abilità visive critiche, soprattutto andando ad analizzare le differenze tra atleti e non atleti. In base ai risultati ottenuti, la maggior parte degli studiosi ritiene che gli atleti di élite raggiungano migliori risultati grazie ad una certa superiorità visiva (Erikson 2007 – Greg 1987 – Roncagli 1990).
Però, in letteratura, questa superiorità viene molto spesso identificata in modo controverso: da una parte troviamo risultati che indicano che il sistema visivo degli atleti è superiore rispetto ai non atleti, da un’altra invece i risultati indicano che il sistema visivo non è caratterizzato da abilità visive superiori, ma la superiorità visi- va negli atleti è solo il ricavato di una maggiore efficienza dell’uso delle informazioni visive a disposizione.
In base alle numerose ricerche scientifiche e di settore che sono state effettuate per comprendere l’importanza della visione nell’attività sportiva, possiamo concludere dicendo che l’allenamento della visione ricopre un ruolo fondamentale nello sport del tiro a volo e dovrebbe essere integrato in modo importante nei classici allenamenti tecnici e fisici.
BIBLIOGRAFIA:
- Erikson, G.B. 2007. “Sport Vision”. Butterworths-Heinemann, Elsevier.
- Greg, G.R. 1987. “Vision e Sport”. Butterworths, Shoneham.
- Roncagli, V. 1990. “Sports Vision”. Calderini.
- Zeri, F. 2008. “La performance visiva nell’attività sportiva”. Educa- tional – P.O. Professional Optometry 80-92.