Può capitare che un tiratore, nonostante sia ben allenato, non riesca a raggiungere dei buoni risultati. In questo caso dovranno essere monitorate sia la frequenza respiratoria che quella cardiaca.
Un buon tiratore, come abbiamo più volte sottolineato nei precedenti articoli, per raggiungere il massimo livello prestativo personale deve effettuare una buona programmazione dell’allenamento, migliorando o mantenen- do un buono stato di preparazione fisica, tecnica e mentale.
Ma come facciamo a valutare la condizione del nostro tiratore? Potrebbe svolgere al meglio qualsiasi allenamento che gli andremo a proporre, però potrebbe capitare che, nonostante sia ben allenato, non riesca a raggiungere dei buoni risultati.
In questo caso, dovremmo avere la capacità di monitorare alcuni parametri fisiologici fondamentali per il nostro sport. Per non rendere troppo complicata l’analisi da eseguire, prenderemo in considerazione solo la frequenza cardiaca (FC) e la frequenza respiratoria (FR).
FREQUENZA CARDIACA E RESPIRATORIA:
La frequenza cardiaca è la misura del numero dei battiti del cuore in un minuto (bpm). Un soggetto adulto, a riposo (disteso per 10’ senza effettuare sforzi alcuni) e in salute, dovrebbe avere una FC compresa tra i 60 e gli 85 bpm. In un soggetto a riposo va- lori minori di 45 bpm indicano una situazione di bradicardia (molto comune tra gli atleti professionisti – sport di resistenza), invece, valori maggiori di 90-95 bpm denotano una situazione di tachicardia (molto frequente in soggetti sedentari o che hanno uno stile di vita scorretto). Mentre la frequenza respiratoria è la misura del numero di atti respiratori in un minuto (arm). Un soggetto adulto, a riposo e in salute, dovrebbe avere una FR compresa tra i 16 e i 20 arm.
Ma come si misura la frequenza cardiaca? Il metodo più comune è quello di utilizzare una fascia cardio o un orologio predisposto a tale misurazione. In alternativa, in assenza di dispositivi specifici, si può rilevare direttamente al torace all’altezza del cuore, al polso a livello dell’arteria radiale, oppure al collo a livello dell’arteria carotidea.
E la frequenza respiratoria?
Il sistema a cui si ricorre maggior- mente è quello di appoggiare una mano sull’addome o sul torace del tiratore, contando il numero di atti respiratori in un minuto, a seconda dei movimenti eseguiti.
Quando valutare invece il tiratore?
Una buona valutazione prevede specifici passaggi (vedi tabella) che ci permetteranno di capire la capacità dell’atleta di mantenere il controllo e la concentrazione durante la gara o gli allenamenti. Essendo il tiro a volo uno sport di precisione e posturale, un tiratore, durante l’azione dello sparo, dovrebbe riuscire a mantenere una FC abbastanza bassa e una FR costante, così da aumentare il rilassamento e di conseguenza la concentrazione sul bersaglio che dovrà andare a colpire. Non dobbiamo però far raggiunge- re al tiratore una situazione di sonnolenza, solamente un livello di rilassamento tale da permettergli di effettuare l’azione tecnica di tiro nel miglior modo possibile.

Tabella 1: Organizzazione semplificata delle valutazioni da proporre ai tiratori durante gli allenamenti e le gare.
CONClUSIONI:
Seguendo questo metodo, avremo una visione più corretta del possibile aumento di stress del tiratore che, involontariamente, tenderà ad aumentare i parametri di riferimento (FC, FR). Tale aumento potrebbe dipendere da diversi fattori: interni (stress pre-gara, situazioni familiari, etc.) o esterni (ambientali, problemi con il fucile, ad esempio). In questo caso sarà compito dell’istruttore o del tiratore stesso capire nel più breve tempo possibile la causa del problema, così da poterlo risolvere e ristabilire una situazione ottimale per la gara.