Per coloro che stanno avvicinandosi solo ora al nostro sport, un mini excursus sul percorso che apre le porte ai Giochi pentacerchiati e sulle specificità del trap e dello skeet.
Perché ci sono tantissime discipline sportive presenti nel tiro a volo ma solo due possono essere praticate alle Olimpiadi? In questo articolo cercheremo di darvi tutte le risposte del caso. La maggior parte delle attività sportive sono regolamentate dalle Federazioni sportive, organi di governo di uno sport presenti all’interno di uno Stato.
Per il tiro a volo, la Federazione di riferimento è la Fitav, composta da numerosi e differenti discipline sportive che possono prevedere Campionati europei e mondiali, ma tra le tante solo la fossa olimpica (trap) e lo skeet partecipano ai Giochi pentacerchiati.
Uno sport, per essere praticato alle Olimpiadi, deve rispettare dei precisi canoni di selezione impartiti dal CIO (Comitato olimpico internazionale), che deciderà se accettarlo o meno. Inoltre, è sempre il CIO a decidere se uno sport può essere escluso dal- le future Olimpiadi. Ma quali sono i criteri utilizzati per inserire una disciplina nel programma a 5 cerchi? Per prima cosa deve essere riconosciuta dal CIO come tale e, quando questo accade, la sua Federazione di riferimento viene inserita nell’ARISF (Association of Ioc recognised international sports federations). Successivamente deve chiedere di essere inclusa nel programma olimpico e superare 74 criteri di selezione di carattere quantitativo e qualitativo, così da poter essere ammessa nell’ASOIF (Association of summer olympic international federations) o nell’AIOWF (Association of international olympic winter federations). Dopo aver superato questi step, finalmente, quella data disciplina potrà essere inserita e gli atleti che ne fanno parte avranno la possibilità di dimostrare di essere i migliori a livello mondiale, vestendo i colori della propria nazione alle Olimpiadi.
La fossa olimpica è la principale disciplina di tiro praticata a livello mondiale: fece la sua comparsa ai Giochi di Parigi del 1900 ed è tutto- ra presente nelle moderne Olimpiadi. Consiste essenzialmente nel dover colpire un piattello lanciato dal basso verso l’alto con angolazioni sconosciute da una macchina lanciapiattelli (chiamata trap), posta in una buca sotterranea e distante 15 metri dalla postazione di tiro. Lo ske- et invece fu introdotto solo nel 1968, ai Giochi estivi di Città del Messico. Per questa disciplina ci sono però regole un po’ più complicate: il tiratore ha a disposizione un colpo solo per ogni piattello lanciato, inoltre la distanza dalla linea di tiro è di 4,57 metri (rispetto ai 15 della fossa olimpica).
Sono presenti 8 pedane distribuite a semicerchio, ma se ne usano 9, in quanto dopo la settima postazione si ripete la quarta.
Nel prossimo articolo parleremo in modo più dettagliato di queste due specialità olimpiche, andando ad analizzare i regolamenti e le tecniche di tiro.